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T. Rowe Price: ecco come orientare i portafogli

6/16/2016 | Marcella Persola

Nel corso dell'evento organizzato a Milano dalla società i due strategist Chris Alderson e Arif Husain hanno indicato le prospettive sulle due asset class principe: azionario e obbligazionario


Oggi che l'incertezza domina i mercati finanziari in quale direzione orientare i propri investimenti? E' stata questa la domanda centrale attorno alla quale si sono mosse le due presentazioni degli esperti di T. Rowe Price, Chris Alderson, head of international equity e Arif Husain, head of international fixed income che hanno risposto alle domande e curiosità dei clienti intervenuti all'evento organizzato dal gruppo nella giornata di mercoledì 15 giugno all'Hotel Four Season di Milano.

 

Ad introdurre i lavori è stato Donato Savatteri (nella foto) head of relationship management - Italy di T. Rowe Price che ha spiegato alla platea come proprio in momenti come questo dove regna l'incertezza sui mercati è necessario confrontarsi, cercando di capire quali sono le prospettive oggi per le due asset class azionario e obbligazionario.

 

Per Chirs Alderson l'atteggiamento contrarian sarà quello premiante nel mercato azionario, perchè così come insegna la storia gli operatori si dividono sempre più tra chi crede in un proseguimento del ciclo e chi ha invece un sentiment ribassista. L'esperto ha indicato come la view di T. Rowe Price sia positiva. "Crediamo che nei prossimi 1-2 anni i profitti societari cresceranno e offriranno sostegno al mercato azionario, mentre una recessione permanente o una forte contrazione dell’espansione economica globale nel breve termine appaiono improbabili. In effetti, con la politica monetaria accomodante e l’inflazione bassa e potenzialmente in risalita, possono esserci fondamenta solide per generare ritorni allettanti sui listini azionari globali”. Certo la parola d'ordine resta "diversificare" che mai come ora è diventato fondamentale e cruciale. Anche perché il contesto attuale è caratterizzato da nuovi rischi quali: crescenti tensioni geopolitiche, un deterioramento del ciclo del credito legato ai bassi prezzi petroliferi, la probabilità di un aumento dei tassi di default societari in Cina. Ecco allora dove volgere lo sguardo per l'esperto? Per Alderson, che è anche membro del Comitato consultativo d'investimento per le strategie Emerging Market Equity, Emerging Market Europe Equity e Middle East & Africa Equity "il settore dei beni di consumi discrezionali e information technology, oltre che i finanziari sono i settori che preferiamo, mentre sottopesiamo healthcare, utilities, material ed energy, oltre che i servizi di telecomunicazioni". Anche se è bene anche fare un'attenta selezione paese per paese. "A esempio siamo esposti sul settore dei servizi tecnologici in Cina, ma non nei finanziari, dove preferiamo India e Brasile". Di certo sul settore finanziario meglio puntare sugli emerging market con attenzione, rispetto ai paesi sviluppati.

 

Situazione ben diversa per il reddito fisso, dove i tassi di interesse bassi, sempre più spesso persino negativi, spingono gli investitori a cercare nuove aree di opportunità, al di là del tradizionale approccio legato al benchmark. Per Arif Husain: “E’ di centrale importanza ridefinire il ruolo dell’obbligazionario, in modo da evitare di assumersi rischi non voluti. Non bisogna dimenticare le qualità naturali del reddito fisso, un'asset class focalizzata sulla generazione di ritorni stabili, con benefici a livello di diversificazione e di protezione”. Secondo l'esperto che è anche l'inventore dell'approccio unconstrained “Gli investitori con un accesso davvero globale ai mercati obbligazionari, possono generare ritorni prendendo posizioni su Paesi in fasi differenti dei rispettivi cicli dei tassi di interesse. Lo scorso anno, a livello mondiale ci son stati 77 tagli dei tassi e 66 rialzi” spiega l'esperto. Qual è quindi per l'esperto che è anche gestore del T. Rowe Price Global Unconstrained Bond la soluzione? “Posizioni orientate alla generazione di ritorni possono accrescere la correlazione del portafoglio all’azionario e al credito. Per questo vanno equilibrate con posizioni difensive, da detenere come assicurazione nel caso di uno scenario di avversione al rischio”, conclude Husain. Nel suo fondo ad esempio è costituito per la parte core del portafoglio da una duration lunga su i covered bond a tripla AAA della Svezia, la parte più opportunistica dai governativi in valuta locale della Repubblica di Serbia e la parte più difensiva dal rublo russo.

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