Tempo di lettura: 2min

Azionario made in Usa immune alla crisi

8/29/2012

Secondo lo studio “Stati Uniti: oltre l’orizzonte la vita continua” di Allianz Global Investors il mercato azionario americano continuerà a performare grazie a...


La "crisi" sembra una parola sconosciuta mercato azionario americano che da inizio 201, nonostante un panorama economico molto instabile, ha prodotto un buon rendimento per i suoi investitori.

 

Nel contesto internazionale di crisi tra gennaio 2011 e la fine di maggio 2012 le obbligazioni societarie negli Stati Uniti hanno guadagnato il 12%, gli utili aziendali sono saliti del 14% e il mercato azionario americano (S&P 500) ha guadagnato il 7%.

 

L'analisi

Il perché di questo andamento è spiegato all'interno dello studio “Stati Uniti: oltre l’orizzonte la vita continua” di Allianz Global Investors.
Le imprese statunitensi (escluso il settore finanziario) hanno innanzitutto mantenuto il debito su livelli pressoché stabili negli ultimi 10 anni e sono persino riuscite a ridurlo dall’inizio della crisi finanziaria. Il debito delle imprese in rapporto al Pil (escluso il settore finanziario) resta pressoché invariato al 70% circa. Se esaminiamo la situazione patrimoniale delle imprese statunitensi notiamo inoltre che, nel complesso, dispongono di abbondante liquidità.

Il processo di internazionalizzazione gioca inoltre un ruolo fondamentale. Le imprese statunitensi internazionali hanno beneficiato della recente timida ripresa nel paese, ma da tempo hanno smesso di fare affidamento solo sull’economia locale. Grazie a un tasso di esportazione del 40%, le società americane quotate nell ’S&P500 negli ultimi anni hanno approfittato della ripresa dei paesi in crescita. Di conseguenza, e grazie ai tagli ai costi operati dopo la crisi finanziaria, gli utili delle imprese ponderati in base all’indice S&P 500 nel 2011 sono saliti a livelli record e secondo gli analisti quest’anno continueranno a salire. Nello stesso periodo, le valutazioni azionarie di alcune imprese sono ancora lontane dai livelli massimi.


 

Fattori strutturali positivi

Anche l’analisi dei fattori strutturali che contraddistinguono l’economia americana nel suo complesso conforta queste prospettive delle imprese statunitensi. Per esempio, gli Stati Uniti sono ancora una volta tra i primi cinque paesi nell’indice di competitività globale del Global Economic Forum. In particolare, per quanto riguarda l’efficienza del mercato del lavoro e dei beni, nonché il grado elevato di innovazione delle imprese, gli Stati Uniti rimangono estremamente competitivi. Ci sono poi dinamiche demografiche estremamente positive, come la costante crescita prospettica della popolazione e l’elevato tasso di natalità, che stimolano favorevolmente l’economia americana.

 

Il vantaggio

Un fattore relativamente nuovo che dà un vantaggio competitivo agli Stati Uniti nel lungo termine, in particolare ai settori a uso intensivo dell’energia (aziende chimiche, aerospaziali, materiali di base e acciaio) è rappresentato dal costo del gas che è molto basso rispetto al resto del mondo. A fine marzo 2012 il gas misurato in BTU (unità termica britannica) costa solo 2,3 dollari per milioni di BTU negli Stati Uniti, mentre il prezzo è tra cinque e sette volte più alto in Europa (11,40 dollari), India (14,00 dollari) e Giappone (15,90 dollari).

 

 

Condividi

Seguici sui social

Advisor è la prima piattaforma interamente dedicata alla consulenza patrimoniale e al risparmio gestito con oltre 38.000 professionisti già iscritti


Accedi a funzionalità esclusive e migliora la tua esperienza di navigazione


  • Leggi articoli esclusivi
  • Salva le tue news preferite
  • Partecipa ad eventi esclusivi
  • Sfoglia i magazine in anteprima

Iscriviti oggi!

Hai già un profilo? Accedi qui

Cerchi qualcosa in particolare?