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Emergenti, è giunta l'ora di passare da "gregari a leader "

7/6/2012

Da una metafora ciclistica per spiegare il pensiero del fondatore della Calamos Asset Management che vede per gli emergenti un ruolo più centrale nell'asset allocation. Il perché...


Emergenti: considerati si ma non troppo.

 
Il motivo della non completa affermazione è il fatto che si tratta di mercati volatili, talvolta poco trasparenti e liquidi. Inoltre, i regimi politici spesso sono instabili e ci possono essere disordini sociali.
Ma la situazione sta cambiando  visto che nei primi quattro mesi del 2012, l'azionario dei paesi emergenti ha attratto 5,4 miliardi di euro di flussi in Europa.

Gli emergenti rappresentano “solo” il 12% dell’indice Msci globale, contro il 45% degli Stati Uniti e il 26% dell’Europa, ma contano per il 36% del Pil mondiale, 14 punti percentuali in più degli Usa e 11 in più del Vecchio continente.
 

Il pensiero di Calamos

Per John P. Calamos, fondatore della Calamos Asset Management, se usiamo il criterio del Pil per la costruzione del portafoglio e destiniamo il 50% alle azioni, gli emergenti dovrebbero rappresentare il 18% dell’equity, coerentemente con la quota che hanno nell’economia mondiale.

Il fatto che la percentuale sia inferiore significa, per Calamos, che si stanno perdendo delle opportunità d’investimento. Questo vale soprattutto in prospettiva, in quanto le stime parlano di un incremento del Pil dei paesi in via di sviluppo al 42% del totale entro il 2017.
 

Da gregari a leader

Calamos si spinge oltre, dicendo che gli emergenti sono pronti per diventare una componente centrale nel portafoglio, mentre attualmente l’impiego è finalizzato a cogliere opportunità di guadagno aggiuntivo attorno al nocciolo duro dell’asset allocation.


  
Il rischio c'è

Il fattore rischio è ben presente a Calamos, il quale non solo evidenzia le incertezze economiche e politiche, ma anche la maggior volatilità legata agli ingenti flussi di investimento da parte dei gestori internazionali.

“La principale sfida per chi ha un orizzonte di lungo periodo è la gestione del rischio”, dice calamos.

Core sì, dunque, ma solo se si sa come domare le onde agitate di queste aree.
 


Tattica o strategica?

Il dibattito tra allocazione tattica, nella quale il timing ha un ruolo fondamentale, e strategica è destinato a continuare. I piccoli investitori però devono essere consapevoli che azzeccare il momento di ingresso sui mercati emergenti è tanto difficile quanto gestire la volatilità.

 

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