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Henderson, l'euro vivrà anche senza Grecia

5/24/2012 | Marcella Persola

Non c'è modo di prevedere che cosa succederà in Europa. La sola cosa su cui tutti concordano è che è necessario trovare una soluzione per l'attuale crisi di fiducia nell'euro


 

E' il momento di aggiungere altri 50 penny al contatore della luce, o aspettiamo al buio per un po'? A chiederselo è Tim Stevenson, gestore del fondo Henderson Global Investors Pan European Equity. "Non c'è modo di prevedere che cosa succederà in Europa. La sola cosa su cui tutti concordano è che è necessario trovare una soluzione per l'attuale crisi di fiducia nell'euro" spiega il gestore.

 

Nota dolente resta il fiscal compact. "Merkel e Cameron concordano sul fatto che la disciplina fiscale sia un imperativo, mentre il neoeletto presidente Hollande (con il supporto di Obama al G8) sta spingendo per ottenere maggiori azioni di stimolo e di supporto alla crescita".

 

Quindi cosa fare? "Se i greci eleggono un partito con il quale la Troika può dialogare e la leadership congiunta a livello globale produce un piano convincente, allora i mercati potranno risalire la china. Ma per le elezioni in Grecia bisognerà aspettare fino a metà giugno e, a loro volta, gli americani non lavoreranno a nulla di decisivo fino alle loro elezioni  previste per la fine di quest'anno. Alla fine, si troverà la soluzione giusta, l'euro sopravviverà - con o senza la Grecia" continua Stevenson.

 

Il gestore di Henderson è ottimista "Dal punto di vista delle valutazioni, i mercati azionari europei sono a livelli di trent'anni fa, ignorano cioè tutti gli innegabili progressi fatti dalle aziende europee in quel periodo. Abbiamo posizioni in aziende dominanti a livello globale e che vivono una crescita guidata meno dall'andamento macroeconomico e più da fattori di crescita nel lungo termine, come un'operatività efficiente o drivers demografici come l'invecchiamento della popolazione. Concentrandoci su queste aziende di alta qualità siamo convinti di essere ben posizionati per affrontare i risultati dei cambiamenti a livello politico che vedremo nelle prossime settimane e mesi" conclude il gestore, che spiega anche come mai ha iniziato la sua riflessione con la metafora della moneta di 50 penny.

 

"I vecchi contatori della luce nel Regno Unito, per esempio quelli nei collegi, avevano solitamente un contatore nel seminterrato che controllava la fornitura di elettricità. Bisognava sempre avere pronta una scorta di monete da 50 penny, per caricare il contatore, altrimenti niente luce, niente calore e niente cena calda!".  

 

 

 

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