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Mascherone (DB): due scenari per il post Grecia

5/14/2012 | Roberto Abate

L'Eurozona si trova davanti a un bivio. Ecco gli asset rifugio, secondo un recente outlook del comitato investimenti della banca tedesca


Dopo il voto espresso in Francia ed in Grecia il primo week end di maggio l’attenzione sulla solidità dell’Eurozona è massima. Due sono gli scenari in questo momento possibili in Europa, scrive Giorgio Mascherone, responsabile investimenti di Deutsche Bank Italia nel consueto outlook settimanale : il primo, più probabile, vede prevalere l’attuale piano di austerity e risanamento per i Paesi periferici, con ancora problemi nel mercato del lavoro e consumi stagnanti con una deflazione “de facto” soprattutto nel Sud dell’Europa per poi, seppure molto lentamente, assistere ad una lenta ripresa della fiducia e, con essa, ad un generale miglioramento dei parametri fondamentali. In queste condizioni, si legge nell'outlook, nell’immediato, a prevalere sarebbero le utilities, i consumi non discrezionali e la tecnologia, mentre per quanto riguarda le aree da preferire sono la Germania e gli altri Paesi nordici


Il secondo scenario, invece, che prevede l’uscita di uno o più Paesi membri dall’area dell’euro, provocherebbe certamente un aumento dell’inflazione nei Paesi che dovessero tornare a “battere” la propria moneta; una situazione molto negativa per l’azionario che perderebbe rapidamente terreno (soprattutto le banche e l’industria) a favore dei classici “safe assets” (bund, treasury, oro e, in qualche misura anche petrolio ed energia in generale), salvo ritornare a crescere altrettanto bruscamente non appena l’economia ritornasse a trovare un nuovo equilibrio ed una normalizzazione dei consumi e degli investimenti.


Nel breve termine, prosegue l'outlook, il comitato investimenti di Deutsche Bank ha mantenuto inalterato il peso degli investimenti azionari sottopesando l’Europa e aumentando invece la componente equity dei Paesi emergenti che hanno molto potenziale da esprimere, anche aiutati da una politica monetaria accomodante in assenza di segnali inflazionistici. Ancora bene l’obbligazionario corporate(investment grade e high yields), continua la corsa su Treasury e Bund che, nonostante i rendimenti ai minimi, potranno ancora offrire rifugio in caso di ulteriori turbolenze nei Paesi dell’area mediterranea.

 

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