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Henderson GI: la vittoria di Hollande, un male necessario

5/7/2012 | Massimo Morici

Lo spiega John Bennett, director of european equities di Henderson Global Investors: la Germania tollererà il cambio di approccio all'austerity; le agenzie di rating faranno sentire il loro disappunto, ma i mercati alla fine perdoneranno l'Eurozona


Cosa c’è in serbo per il presidente Hollande? Ha provato a dare una risposta John Bennett (nella foto),  director of european equities di Henderson Global Investors, analizzando gli effetti della vittoria del leader socialista e il suo significato per il resto dell'Eurozona: per lui è “un male necessario”. “Rompe l'asse Merkozy  - spiega - che ha governato le politiche dell'Eurozona negli ultimi anni. Anche se Sarkozy, con un po' di presunzione, avrebbe potuto pensare che la sua partnership con il Cancelliere Angela Merkel fosse alla pari, era chiaro che le politiche europee fossero guidate dal pensiero tedesco. Sfortunatamente, la medicina dell'austerità prescritta dall'asse stava portando il paziente europeo alla morte, in particolare i suoi membri più malati non abbastanza forti da sopportare il dosaggio”.


“Hollande - prosegue -  ha affermato di voler rinegoziare il fiscal compact concordato dagli stati membri. Questo potrà certo aprire la strada a un periodo d'instabilità, con le agenzie di rating che faranno sentire il loro disappunto, ma un tale provvedimento nasce dal pragmatismo di chi sa che serve fare qualcosa in più per promuovere la crescita. Per Sarkozy, un cambio di marcia così improvviso sarebbe stato difficile se non impossibile. Per Hollande, invece, è relativamente facile dal momento che la sua vittoria gli dà mandato per il cambiamento.


La Germania sarà in grado di tollerare un tale cambio di approccio? Probabilmente sì, secondo Bennett, anche perché l'unica alternativa è rischiare di rimanere isolati dalle dinamiche dell'Eurozona. E i mercati? Pure loro, altrimenti l'Europa rischia di diventare un caso da manuale del cosiddetto “Paradosso del Risparmio”. "Cambiare l'approccio e concentrarsi maggiormente nel far muovere ancora l'Europa piuttosto che in implacabili tagli è esattamente ciò che il dottore dovrebbe prescrivere", sottolinea Bennett.


Tutto ciò in termini di posizionamento si traduce in un portfolio di titoli accuratamente selezionati, dotati di una certa liquidità e di valutazioni interessanti. “In un momento in cui i leader del mondo occidentale stanno tentando disperatamente di gestire l'inflazione, ci sembra significativo che aziende globali basate in Europa abbiano il potenziale di ricompensare in modo straordinario l'investitore paziente. Tanto più se i loro titoli sono scambiati a valutazioni interessanti. Ora come non mai, la rara ma fondamentale materia prima è la pazienza”.

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